26 Aprile 2007 · Commenti disabilitati
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Con questo lavoro per la prima volta mi sono cimentato nella realizzazione di un non morto dalle fattezze piuttosto complesse.
Nello stesso tempo un certo masochismo mi ha spinto a realizzare una basetta un po’ fuori dagli schemi classici e, se vogliamo, scontati, nonchè a provarmi sulla pittura di uno pseudo-tartan. |
Per realizzare la basetta ho preso ispirazione dal lavoro di uno dei modellisti fantasy più completi: Raffaele Stumpo.Durante la manifestazione di Lucca Games dello scorso novembre sono stato letteralmente folgorato dalla cura con la quale gli ho visto dettagliare le basette dei suoi pezzi, in particolare dall’aggiunta di un paio di mostriciattoli ai piedi del personaggio principale.
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| Mi sono voluto rifare questo tipo di caratterizzazione, inserirendo nella scena dei personaggi secondari, che ho immaginato come degli esseri a metà strada tra gnomi/lucertole/corvi che vivono nel sottosuolo e si nutrono di carogne. |
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| Per modellarli ho utilizzato un mix di Materia Verde e Milliput Grigio, iniziando con il corpo e gli arti (coda compresa) e aggiungendo in un secondo momento i particolari (mani, piedi, becco e occhi). |
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Ho pensato di inserire anche i resti di un albero per aumentare la profondità della scena; dopo aver verificato che nessun rametto ‘naturale’ rispondeva all’idea che avevo in mente, ho modellato anche quello.
La parte ‘rocciosa’ non è altro che sughero, mentre le rocce tondeggianti sono state realizzate in Milliput Bianco. |
| Ho infine cosparso la parte superiore del sughero con della sabbietta per creare l’effetto del terreno.Per la pittura della basetta ho dato una base di Chaos Black (GW). |
La prima parte che ho dipinto sono state le rocce: sono partito da un drybrush piuttosto marcato con Basalt Gray (VMC), seguito da lavaggi con Brown Ink e Green Ink (entrambi GW)
Ho quindi proseguito alternando passaggi in drybrush con grigio via via più chiaro a lavaggi con i due inchiostri già citati.
Quando ho raggiunto la tonalità desiderata ho effettuato un ultimo lavaggio con solo Green Ink seguito da un drybrush con l’ultimo grigio che avevo utilizzato. |
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| Per il tronco ho dipinto le singole venature sovrapponendo nell’ordine i seguenti colori (tutti VMC): Black Brown, Beige Brown, Basalt Gray, Light Gray. Anche in questo caso, prima dei grigi, ho effettuato un lavaggio con Green Ink GW nelle parti più vicine al terreno.Per le bestiole mi sono trovato in difficoltà nella scelta del colore della pelle. Volevo mantenermi su tonalità cupe per non rubare attenzione al personaggio principale, ma nello stesso tempo volevo che staccassero dal resto della base. Alla fine il compromesso mi ha abbastanza soddisfatto: sono partito da una base di American Green (VMC), l’ho schiarito con Light Green (VMC) e ho dato le luci estreme con Ochre Yellow (VMC). A questo punto ho effettuato un lavaggio con Green Ink e ho poi ri-lumeggiato con Light Green e Ochre. |
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Il becco è dipinto in scala di grigi dal Basalt al Light Gray VMC. Inizialmente lo avevo fatto arancio, ma conferiva ai mostriciattoli un look troppo fumettoso che non mi garbava.La parte del terreno è stata colorata con lavaggi selettivi in successione di Earth Brown (VMC) e Flat Earth (Tamiya). In ultimo ho effettuato un drybrush leggerissimo con Desert Sand (Tamiya). |
| Finita la base era il momento di dedicarmi allo zombie. |
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Ho effettuato una primerizzazione a pennello con Foundation White (VMC), dopo di che ho dato una base di Chaos Black alle parti che sarebbero state dipinte con colori metallici. Con lo stesso Chaos Black ho effettuato un lavaggio sul resto della miniatura per evidenziare i dettagli: è un espediente che secondo me aiuta la precisione del tratto nelle fasi successive. |
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Il primo problema che mi si poneva era il colore della pelle.Ho tentato di ottenere un verdognolo-grigiastro e devo dire che, con un po’ di fortuna, ho trovato in fretta la tonalità che cercavo.
Sono partito da una base di Marron Kakhi (VMC) lumeggiata in successione con Dark Flesh (VMC) + Light Gray (VMC) al 50%, Dead Flesh (VGC) e Pallid Skin (VMC). Nei recessi ho quindi passato un velo di Dark Prussian Blue. |
| A questo punto ho velato il tutto con inchiostro Seppia Pelikan estremamente diluito. |
Un discorso a parte lo meritano le piaghe e le ferite, che volevo far apparire ancora fresche.
Ho dato una base di Dark Red (VMC) e l’ho schiarito via via con Flat Red (VMC) fino al Palid Skin (VMC). Infine ho effettuato un lavaggio con inchiostro Seppia Pelikan, prima di lumeggiare nuovamente con Palid Flesh. |
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| I bordi delle ferite sono stati velati con Dark Red, Flat Red e Dark Prussian Blue, cercando di dare un’impressione di livido e infetto. |
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Sulle parti metalliche mi sono divertito un po’, volendo sporcarle e arrugginirle quanto più possibile.
Sono partito dallo smalto Gun Metal Humbrol e ho lumeggiato a colore ancora fresco aggiungendo Alluminium Humbrol, alternando i vari passaggi con lavaggi con Brown Ink e Chaos Black GW. |
| Alla fine avevo ottenuto dei metalli sporchi e ossidati, ma non ancora arrugginiti. La ruggine l’ho aggiunta dopo l’asciugatura utilizzando il Rust Humbrol, quasi puro nei punti più aggrediti, diluitissimo per simulare le colature. |
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La parte che più mi ha creato problemi è stato senza dubbio il tartan, innanzitutto perchè è stato il primo che io abbia mai dipinto e poi perchè non trovavo uno schema che mi soddisfacesse.
Una prima versione era marrone e verde, ma, visti i colori dominanti di tutta la composizione, non aveva il risalto che volevo. |
Ho perciò optato per una base blu, realizzata con Dark Prussian blue lumeggiato con Dark Blue (VMC)
Sulla base ho iniziato a tracciare il disegno del tartan, tirando linee orizzontali e verticali con American Green lumeggiato con Light Green; queste linee sono state poi profilate il nero (Chaos Black GW) |
| A questo punto volevo qualcosa che rompesse la monotonia del disegno e ho colorato con Flat Red e Orange Red alcune intersezioni delle linee tracciate in verde. Non sono stato a seguire il disegno con precisione, ma ho evidenziato in questo modo alcune parti ’strategiche’.Il risultato finale era decente, non il massimo per un tartan, ma mi potevo accontentare essendo il primo tentativo mai fatto. |
L’unico inconveniente era l’eccessiva brillantezza che stonava moltissimo rispetto ai toni cupi del resto della scena.
L’espediente per rimediare questa situazione è stato quello di velare l’intero tartan con Flat Earth Tamiya per dare un aspetto polveroso. Ho infine evidenziato ulteriormente l’effetto con un drydrush sui bordi del tartan. |
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Terminata la pittura, rimaneva purtroppo una finitura lucida, a causa dei numerosi passaggi effettuati con gli inchiostri.
Di solito cerco di ovviare a questo problema con il Matt Humbrol trasparente, ma in questa occasione, per motivi ignoti, non ha funzionato. Fortunatamente sono riuscito a rimediare con il Matt VMC, che invece in altre situazioni non aveva funzionato come speravo…boh… misteri alchemici….. |
Categorie: Fantasy · Modellismo